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Booking e Airbnb si rinnovano: via libera al turismo ad alto impatto sociale

da | Giu 10, 2019 | Turismo

Il settore del turismo si sta evolvendo. Lo dimostra la svolta di Booking e Airbnb, le maggiori piattaforme online di prenotazione, che oggi sostengono le startup innovative e promuovono i viaggi a impatto sociale nei borghi interni colpiti dallo spopolamento.

Partiamo con ordine.

Booking è passato da sito dedicato alle prenotazioni online a vero e proprio punto di riferimento per il turismo green e sostenibile. Secondo Alberto Yates, Regional Manager per l’Italia di Booking.com, «I viaggiatori cercano sempre più modi di viaggiare e scoprire il mondo in modo sostenibile».

I primi passi sono stati mossi con il Sustainable Traver Report condotto nel 2018, i cui risultati mostrano la crescita del trend green. Circa l’87% dei viaggiatori dichiara di voler viaggiare in modo sostenibile e il 39% conferma di farlo sempre o quasi sempre. Tuttavia, il 48% sostiene di non riuscire a viaggiare in maniera realmente sostenibile e questo dato lascia intravedere quanta strada ci sia ancora da fare.

Booking.com ha così deciso di investire sulla tecnologia: «Per esempio mettendo in risalto le strutture eco-friendly o permettendo di filtrare i risultati di ricerca in base alla vicinanza a una stazione di ricarica per veicoli elettrici», spiega Yates, consapevole che questo non sia sufficiente. «Il vero cambiamento può avvenire solo collaborando su più fronti all’interno dell’intero ecosistema turistico», ha precisato il regionale manager. Per questo motivo, dal 2015 Booking.com promuove “Booking Booster”, un programma dedicato alle startup dedite alle tecnologie innovative per il settore turistico. Con un fondo da 2 milioni di euro si intendono supportare le migliori idee di turismo e sostenibilità, per elaborare esperienze turistiche in linea con le esigenze e le richieste dei clienti.

Su Airbnb spopolano invece i viaggi esperienziali: sono ben 5mila e gli host esperienziali, negli ultimi 12 mesi, hanno ottenuto un guadagno mensile medio di circa 400 euro. Caterina Manzi, Italy Experiences Business Manager di Airbnb, sottolinea che «alcuni di loro sono professionisti e piccoli tour operator, ma siamo anche felici di vedere che molti freelance e ospiti occasionali hanno deciso di offrire un’esperienza avviando una nuova attività». Sono dati importanti, soprattutto se si tiene conto del fatto che il settore Experience è nato solo due anni fa. . «Per noi l’esperienzialità del viaggio è sempre stata un valore intrinseco sin da quando eravamo solo un portale di matching di domanda e o erta tra persone disposte ad ospitare e viaggiatori:», sottolinea Manzi, «già allora l’idea di abitare una casa (e non di stare in albergo) conteneva in sé il tema dell’esperienza. Solo poi però ci siamo accorti della domanda crescente e abbiamo studiato delle risposte dedicate».

È per questo motivo che Airbnb investe sempre più in questa direzione, lanciando nuovi prodotti esperienziali e affinando le ricerche sulle richieste degli utenti. Sono così nate categorie come “Italian Villages” a sostegno dei borghi colpiti dallo spopolamento e “Concerti Airbnb” che raccoglie eventi musicali live in luoghi insoliti. Ma non finisce qui: a Roma, insieme al Gruppo Archeologico Romano, si può accedere a siti altrimenti inaccessibili e nel contempo sostenere la raccolta fondi per l’attività di restauro di edifici di interesse storico e artistico della città mentre a Grottole, in provincia di Matera, si può alloggiare nel castello del borgo e sostenere così economicamente la rigenerazione di alcuni edifici, con l’obiettivo di dare nuova vita a quel centro storico.

 

Con la bella stagione ormai alle porte, le vacanze non potranno che essere sempre più green e sostenibili.