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Fondo Nazionale Innovazione: cosa cambia per le startup italiane

da | Apr 8, 2019 | Startup

Il piano triennale è ambizioso: un miliardo di euro per le startup italiane, ma l’obiettivo è quello di poter presto raddoppiare.

Secondo il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, il Fondo Nazionale Innovazione è uno strumento finanziario prezioso, che aiuterà gli imprenditori d’avanguardia a trovare i capitali di rischio necessari per l’avvio e la crescita: “Non so se è tanto o abbastanza per farci recuperare il tempo perso – ha commentato Di Maio – ma sicuramente ci farà fare un passo avanti”.

Il Governo in questo caso funge da detonatore. Il Fondo, che sarà operativo da maggio, sarà gestito da Cassa Depositi e Prestiti, che ha acquistato la società di gestione del risparmio dedicata al venture capital da Invitalia con una dote di 440 milioni di euro.

Fabrizio Palermo, amministratore delegato di CDP, ha precisato che l’ente verserà altrettanto, attingendo alle riserve di risparmio postale degli italiani e ai ricavi da partecipazioni in portafoglio.

L’orizzonte temporale prefissato, per il manager, è di tre anni, il tempo necessario a raggiungere il plafond di un miliardo da spendere.

Le tipologie di investimento saranno due:

  • Diretto, in pmi e startup innovative;
  • Indiretto, scegliendo altri fondi per puntare su società più “promettenti”.

Palermo ha anche indicato i settori fondamentali per CDP:

  1. Ingegneria meccanica;
  2. Fintech;
  3. Biotech;
  4. Pharma

L’ad, durante un incontro tenutosi presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino, ha specificato che Cassa Depositi e Prestiti metterà a disposizione network e forza d’impatto. Cosa significa? CDP da un lato aiuterà le startup in cerca di finanziamenti emettendo liquidità nel loro capitale e diventando partner di minoranza, dall’altro offrirà agli imprenditori la possibilità di avvicinarsi alle migliori aziende italiane (multinazionali incluse).

Tendiamo a sottovalutare l’importanza del network: CDP – ha precisato Palermo – consolida 180 aziende e indirettamente partecipa a oltre 500 società. Per una startup significa avere più occasioni di sbocco” e, soprattutto, appesantire la riga dei ricavi sul conto economico.

Il fondo, secondo il Ministro Di Maio, potrà essere strategicamente attivo per i prossimi 15-20 anni e aiuterà ad attrarre talenti e imprenditori stranieri in Italia.

L’obiettivo, ha detto Di Maio, “è fare squadra, anche con grandi sgravi fiscali, per trasformare il primo miliardo in due miliardi”, grazie all’obbligo previsto in manovra di destinare al venture capital il 3,5% della raccolta dei Pir e il 15% dei dividendi delle partecipate dello Stato.

Lo scopo è rilanciare il settore manifatturiero, sviluppare nuove tecnologie e far sì che l’Italia diventi nuovamente competitiva, favorendo la nascita di nuove imprese, la produttività e la digitalizzazione.

Per questo motivo, è stato presentato anche il voucher da 40mila euro destinato alle piccole imprese che intendano assumere un innovation manager.

Tra le misure in cantiere per il Mise, spiccano anche gli investimenti in intelligenza artificiale e blockchain (circa 45 milioni di euro), la detassazione degli Eltif, il via libera alle Società di investimento semplice e nuovi fondi europei a lungo termine.