/*Google Analytics*/

Cambiamento climatico: l’innovazione che ispira comportamenti virtuosi

da | Lug 28, 2019 | Social Innovation

Il cambiamento climatico è al centro del dibattito internazionale (e non solo): non basta più stringersi nelle spalle e borbottare che non ci sono più le mezze stagioni. È giunto il momento di informarsi, studiare e applicare soluzioni a breve e medio termine. L’uso di combustibili fossili, la distruzione delle foreste, la produzione di cibo in maniera insostenibile porteranno alla distruzione del nuovo futuro. Gli effetti di questi fenomeni, dall’innalzamento del livello del mare all’aumento per numero e intensità delle tempeste, passando per l’incremento di ondate di calore e periodi di intensa siccità, si stanno manifestando prima di quanto si potesse supporre qualche anno fa e hanno effetti ancor più catastrofici sulle popolazioni che vivono nelle zone più vulnerabili del mondo.
Gli impegni assunti da governi e aziende sono colpevolmente lenti e spesso non sufficiente: per questo motivo è necessario che ognuno di noi faccia la propria parte. La tecnologia viene in nostro soccorso con alcune innovazioni che toccano vari ambiti.

Cibo: nasce OLIO

Il sistema alimentare è responsabile del 20-30% delle emissioni di gas serra e un terzo degli alimenti viene sprecato: ridurre questo dato contribuirebbe a combattere il cambiamento climatico.
È nato con questo scopo OLIO: i fondatori hanno lanciato un vero e proprio social network che mette in contatto persone e negozi alla ricerca di cibo in eccedenza. OLIO, attraverso un’app, combina la tecnologia mobile alla sharing economy. Moltissime sono le aziende già coinvolte, da Tesco a Unilever, da Pret à manger a Sainsbury.

Energia: Muckbuster e Flexibuster

La società SeAB Energy opera nel settore delle energie rinnovabili e dell’energia dai rifiuti. I prodotti di punta sono Muckbuster e Flexibuster: si tratta di due sistemi da installare in specifici container che trasformano i rifiuti organici in energia verde rinnovabile sotto forma di biogas attraverso la degradazione batterica di materiali organici in condizioni anaerobiche.
Questo tipo di tecnologia è scalabile ed è particolarmente utile nelle aree urbane in cui la gestione di rifiuti si fa più complessa, soprattutto per piccole e medie imprese e supermercati.
Il principio della digestione anaerobica consente di ridurre i costi operativi, produrre energia pulita trattenendo le emissioni di metano e restituire nutrienti al suolo.

Consumi domestici: Eddo.drop

Sul fronte dello spreco di risorse idriche non possiamo non segnalare Eddo.drop, vincitrice del Climate Change Innovator assegnato dal CES 2019, l’evento dedicato alle tecnologie innovative per il consumo.
Progettato dalla startup francese Smart Embed, Eddo.drop è un dispositivo che consente di controllare e limitare la durata della doccia. Dopo l’installazione tra miscelatore e tubo, l’utente potrà controllare la doccia utilizzando un’app oppure i comandi vocali. Ogni membro della famiglia potrà configurare il proprio tempo di lavaggio e interrompere il flusso dell’acqua con un gesto della mano oppure consultare le statistiche dei consumi. Eddo.drop sarà disponibile nelle prossime settimane con un prezzo di lancio di circa 200 euro.

Abbigliamento no waste: Depop

Ogni anno durante il cambio di stagione circa un terzo dei nostri abiti risulta superfluo. Possiamo decidere di donarli a enti caritatevoli, riciclarli in maniera creativa oppure vendere abiti e accessori sul web.
La piattaforma Depop è tra le più longeve e utilizzate: consente di caricare le foto di vestiti, accessori, libri, oggetti vintage e suppellettili (rigorosamente in buono stato). Le compravendite avvengono tra privati e tra privati e negozi e la sicurezza nei pagamenti è garantita da Paypal.
Un vero e proprio marketplace a portata di smartphone che diventa community, in cui second-hand e creatività si incontrano nel segno del riciclo e del risparmio.