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“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Di unire la gente. Parla una lingua che tutti capiscono. Lo sport può creare speranza laddove prima c’era solo disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni”. Queste parole furono pronunciate dal presidente Sudafricano Nelson Mandela in occasione dei Laureus World Sports Awards del 2000.

Alla figura di Nelson Mandela e alla sua concezione dello sport come fattore aggregante capace di rompere tutte le barriere, è stata dedicata la seconda edizione della Rome Half Marathon Via Pacis 2018, promossa da Roma Capitale e dal Pontificio Consiglio della Cultura, in collaborazione con la Fidal, che si è svolta domenica 23 settembre 2018. La mezza maratona 21,097 Km ha visto la straordinaria partecipazione di più di 7500 atleti provenienti da ogni parte del mondo che hanno attraversato le principali vie della capitale toccando lunghi simbolo delle varie fedi come la Sinagoga, la Grande Moschea e le Chiese Ortodosse e Valdese.
Per la prima volta, oltre alla gara principale, si è svolta anche una gara non competitiva, la Run for Peace, che ha visto la partecipazione di un gruppo di migranti ospitati dalla Cooperativa L’Angolo di Modena.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Pontificio Consiglio della Cultura che ha sempre guardato con grande attenzione allo sport sia come strumento di educazione pastorale sia come fenomeno sociale capace di scardinare e rompere le barriere del pregiudizio.
Il percorso della via Pacis, afferma Mons. Melchor Sánchez de Toca y Alameda, Sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura dal 2004, “ripropone il pellegrinaggio un po’ il pellegrinaggio delle 7 chiese, l’itinerario dei pellegrini che arrivavano da tutto il mondo, in chiave interreligiosa e sportiva. Lo sport può essere la scuola e il luogo dove ci si incontra proprio perché si parla un linguaggio comune, dove si condividono esperienze e sofferenze”.