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In un documento pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico sono state rese note le linee di azione alla base della Strategia italiana per l’intelligenza artificiale. Queste vanno dall’incremento degli investimenti pubblici e privati al consolidamento del quadro normativo ed etico, dalla cooperazione europea e internazionale al nuovo ecosistema di ricerca e innovazione.

Per comprendere meglio queste iniziative occorre fare un piccolo salto indietro nel tempo, fino all’aprile 2018: in occasione del Digital Day, 25 Stati europei hanno firmato la c.d. dichiarazione di cooperazione per l’Intelligenza artificiale. Parallelamente la Commissione Europea ha pubblicato il documento “L’intelligenza artificiale per l’Europa” cui è seguito il Piano coordinato sull’IA. Successivamente, la stessa Commissione ha istituito un Gruppo di esperti di alto livello, il cui compito è definire gli orientamenti etici e le politiche di investimento sull’IA in Europa. Nel Piano coordinato, tutti gli Stati membri sono invitati a sviluppare strategie proprie delineando livelli di investimento e misure attuative.

L’azione dell’Italia ha inizio a fine 2018 con l’istituzione, presso il MISE, di un gruppo di lavoro composto da 30 esperti provenienti dal mondo dell’industria, della ricerca e della società civile.

Tra gennaio e giugno 2019 i trenta hanno elaborato un documento di Proposte per una strategia italiana per l’IA, da cui il Ministero ha sintetizzato la Strategia nazionale.

Il Documento e la Strategia sono ora in fase di consultazione pubblica: sono disponibili qui e tutti possono leggerli e commentarli.

La consultazione terminerà il 13 settembre 2019 e alla luce dei dati raccolti l’Italia potrà varare il documento finale che servirà a orientare le scelte di politica economica e rappresentare la nostra posizione nel consesso europeo.

Il Sottosegretario di Stato Andrea Cioffi ha così commentato: “L’Intelligenza Artificiale è ritenuta, sia dal Governo italiano che dall’Unione Europea, una delle tecnologie chiave per una nuova rivoluzione industriale guidata dalla transizione digitale. Per questo l’Italia si è impegnata ad elaborare una Strategia nazionale per l’IA, inserita nel quadro del Piano Coordinato Europeo sull’IA, che costituisce il contributo italiano ad un’azione sinergica tra i paesi membri dell’Unione europea. Gli obiettivi che si pone la nostra strategia nazionale sono ambiziosi e possono essere raggiunti grazie al grande potenziale di innovazione che ha l’Italia, oltre all’originalità del Made in Italy riconosciuta in tutto il mondo”.

Settori e obiettivi della strategia

La Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale si compone del capitolo iniziale “Visione ed obiettivi” cui seguono brevi capitoli dedicati ai nove obiettivi che ci si propone di raggiungere:

  1. incrementare gli investimenti, pubblici e privati, nell’IA e nelle tecnologie correlate;
  2. potenziare l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione nel campo dell’Intelligenza Artificiale;
  3. sostenere l’adozione delle tecnologie digitali basate sull’IA;
  4. rafforzare l’offerta educativa a ogni livello, per portare l’IA al servizio della forza lavoro;
  5. sfruttare il potenziale dell’economia dei dati, vero e proprio carburante per l’IA;
  6. consolidare il quadro normativo ed etico che regola lo sviluppo dell’IA;
  7. promuovere la consapevolezza e la fiducia nell’IA tra i cittadini;
  8. rilanciare la pubblica amministrazione e rendere più efficienti le politiche pubbliche;
  9. favorire la cooperazione europea ed internazionale per un’IA responsabile e inclusiva.

Vengono poi definiti i sette settori chiave di massima priorità nell’allocazione delle risorse:

  1. industria e manifattura
  2. agroalimentare
  3. turismo e cultura
  4. infrastrutture e reti energetiche
  5. salute e previdenza sociale
  6. città e mobilità intelligenti
  7. pubblica amministrazione.

Incrementare gli investimenti

Per sostenere la ricerca e l’innovazione sull’IA, saranno attuati dei programmi di cofinanziamento e partnership pubblico-private al fine di aumentare gli investimenti privati in questo settore, prevedendone almeno il raddoppio entro l’anno 2022. Lo stanziamento entro il 2025 ammonterà a circa 1 miliardo di euro, con l’obiettivo di raddoppiare grazie all’effetto leva sugli investimenti privati.

Potenziare l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione

Il Governo sosterrà la formazione e la ricerca accademica e industriale finanziando l’assunzione di professori e ricercatori nelle università e nei centri di ricerca, nonché master realizzati da imprese in collaborazione con le università e programmi di dottorato industriale.

Sostenere l’adozione delle tecnologie digitali basate sull’IA

Il supporto all’innovazione aperta delle PMI favorirà la transizione digitale del tessuto produttivo italiano, stimolando la domanda e l’assunzione di personale qualificato e di esperti. La crescente richiesta di soluzioni di IA da parte delle aziende favorirà la nascita di startup e PMI innovative, con una maggiore diffusione dell’IA stessa in tutto il territorio. Si intende inoltre creare una vera e propria rete nazionale per lo sviluppo e la diffusione dell’Intelligenza Artificiale e delle tecnologie digitali: fondamentali in questo senso saranno le attività dei Competence Center, dei Digital Innovation Hub e di 12 Cluster Tecnologici.

Rafforzare l’offerta educativa per portare l’IA al servizio della forza lavoro

Gli sforzi riguarderanno anche l’educazione primaria e terziaria e la formazione di chi è già nel mondo del lavoro. Per questo motivo saranno previste attività di upskilling e re-skilling, indirizzate rispettivamente alla formazione continua dei lavoratori e all’aggiornamento in caso di riassegnazione ad altre mansioni.

Sfruttare il potenziale dell’economia dei dati

Nel vagliare possibili soluzioni per il miglioramento dell’interoperabilità e l’accessibilità dei dati della Pubblica Amministrazione, sarà promosso lo sviluppo dei Data Sharing Agreement, ossia contratti standard in cui le parti si impegnano reciprocamente a gestire secondo regole condivise la fornitura e la gestione dei dati e sarà valutata, insieme all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e al Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’introduzione di obblighi di condivisione dei dati in determinati settori strategici e ad alto potenziale di interesse collettivo.

Consolidare il quadro normativo ed etico

L’interazione uomo-macchina intelligente richiede un aggiornamento del quadro normativo per assicurare che la progettazione dei sistemi di IA sia improntata a principi di affidabilità.

Per quanto riguarda gli aspetti etici, sarà importante prevenire l’inasprimento di ineguaglianze sociali: si contempla perciò la possibilità di codificare, promuovere e monitorare nuove forme di certificazione che consentano di verificare il pieno allineamento dei sistemi di IA con i principi di affabilità sanciti dalle Linee guida europee per un’IA etica.

Promuovere la consapevolezza e la fiducia tra i cittadini

Per affrontare temi come la sicurezza informatica e l’IA, è stata prevista la produzione di programmi di  dal punto di vista del cambiamento culturale e socio-economicoì e la creazione di piattaforme di e-learning con corsi dedicati

Rilanciare la PA e rendere più efficienti le politiche pubbliche

Lotta all’evasione fiscale, lotta ai crimini sul web, furto di informazioni e dati sensibili, lotta alla mafia e al terrorismo sono solo alcuni dei settori che trarranno beneficio dall’IA. Nascerà perciò una vera e propria cabina di regina interministeriale e multi-stakeholder per affrontare le dimensioni tematiche e di governance proprie del fenomeno.

Favorire la cooperazione internazionale per un’IA responsabile e inclusiva

In questo ultimo capitolo, viene sottolineato che il piano strategico italiano rappresenta un “contributo al Piano Coordinato Europeo per l’Intelligenza Artificiale. Il Governo italiano è determinato a favorire un’azione sinergica dei paesi dell’Unione Europea affinché l’UE possa fronteggiare e superare la concorrenza di Stati Uniti e Cina”.