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Intelligenza artificiale, non sopraffazione ma responsabilizzazione

Le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale sono infinite: vanno dal recruting al marketing, dalla predictive analytics alla Robotic Process Automation, passando per assistenti vocali come Siri di Apple, Alexa di Google e Cortana di Microsoft.

L’introduzione dell’IA nei processi aziendali e nelle azioni della vita di tutti i giorni apporta significativi impatti positivi, ma la possibilità di una sua espansione genera spesso timori e perplessità. Siamo solo agli inizi e nei prossimi anni – ne siamo certi – si assisterà a una sorta di Big Bang dell’IA.
Gli stessi ricercatori in materia si aspettano risultati straordinari e che l’IA diventi via via più furba, fino a sostituire l’uomo in qualunque compito o lavoro, portando a un futuro in cui saremo vincolati solo dalle leggi della fisica.
Max Tegmark, fisico e ricercatore presso il MIT, si occupa di analizzare e separare le opportunità e le minacce dai miti, disegnando scenari realistici e passi concreti da compiere oggi per far sì che domani l’IA sia la miglior cosa capitata all’umanità.
È intervenuto sul tema durante TED Vancouver, con uno speech tanto accessibile quanto illuminante.
La sua analisi è partita dal percorso che l’intera umanità compie verso il futuro grazie all’intelligenza artificiale. Potenza, direzione e destinazione sono le parole chiave di questo viaggio straordinario.
L’IA cambierà le nostre vite e sarà via via più preparata degli esseri umani quando giungeremo all’AGI (intelligenza artificiale generale) in qualche decennio.
Quale sarà poi il ruolo dell’uomo?
Il futuro dell’high tech dovrà essere vincolato a un uso benefico della tecnologia. In altri termini, dovremo vincere la gara della saggezza nel momento in cui svilupperemo l’AGI.
In questo caso non sarà possibile imparare dagli errori, dovremo anzi dobbiamo sin da ora agire in anticipo e lavorare con un approccio proattivo. Non si tratta di allarmismo, bensì di consapevole ingegneria della sicurezza. Il vero pericolo è rappresentato dal low tech e dalle competenze che insegneremo all’IA.
La soluzione è rappresentata dalla progettazione di un’IA amica dell’uomo, correttamente indirizzata attraverso i valori di pace, solidarietà e inclusività. Il quadro è meno complesso di quanto ci si immagini e, lavorando nel modo giusto, i risultati non potranno che essere straordinari e positivi.