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Salute: quasi 8 italiani su 10 auspicano l’uso dell’intelligenza artificiale

da | Gen 4, 2019 | Healthcare

L’indagine “Italiani, salute digitale e Intelligenza artificiale” eseguita da Eikon e presentata lo scorso ottobre, ha prospettato un quadro dai risvolti inattesi. Secondo i dati raccolti, il 95% degli italiani ritiene che le tecnologie digitali potranno migliorare la vita della persona nei prossimi 10 anni; il 30% pensa che saranno utili nella prevenzione, nella diagnosi e nel monitoraggio delle malattie; il 53% crede che con l’IA si possano ottenere diagnosi più veloci e basate su dati più precisi. Quasi 8 italiani su 10 si augurano che l’Intelligenza artificiale possa trovare maggiore applicazione in ambito medico, ma al contempo una parte teme la perdita del contatto umano e la mancanza di esperienza in campo medico.
Questi dati sono stati presentati durante la premiazione dei vincitori dell’ottava edizione di tre bandi di concorso – Fellowship Program, Digital Health Program e Community Award – promossi da Gilead nell’ambito dell’oncoematologia e dell’infettivologia.
L’indagine ha coinvolto mille italiani, tra i 18 e i 65 anni, che si sono mostrati ottimisti e propositivi sul connubio salute e innovazione. Ben il 90% ritiene che le tecnologie abbiano migliorato la vita e il 95% crede che continueranno a farlo in futuro. Il 9% si mostra scettico, ritenendo non vi siano stati miglioramenti sinora, ma guardando al futuro il dato scende fino al 4%. Al 39% degli intervistati piacerebbe vivere in un mondo in cui le nuove tecnologie gestiscono la maggior parte dei bisogni in termini di salute. Per Cristina Cenci di Eikon «fiducia e ottimismo sono i sentimenti maggiormente rappresentati quando parliamo di innovazione e salute e la tecnologia digitale è percepita come uno strumento potente per migliorare la sanità: dai servizi alle prestazioni, minimizzando i tempi e gli errori.
Per il 58% degli italiani, la tecnologia potrebbe snellire i processi e migliorare così l’accesso alle prestazioni sanitarie, mentre per il 47% essa rappresenta la concreta possibilità di ridurre l’errore umano. Secondo il 33% del campione intervistato, vi sono aspettative maggiori sull’utilità del digitale per quanto concerne il monitoraggio delle malattie, per il 25% sulla diagnosi delle malattie e per la facilitazione della vita quotidiana.
Gli italiani si confermano amanti dello smartphone anche durante questo studio (89%) e dell’uso del pc (87%), mentre solo il 5% usa il tablet. Per comunicare con il medico si prediligono ancora i canali tradizionali, come recarsi in ambulatorio oppure telefonare, ma l’apertura verso altri canali mostra per esempio il sorpasso di WhatsApp sulle mail.
Tecnologia e salute vanno ormai di pari passo e anche i pregiudizi sull’intelligenza artificiale iniziano a decadere, sostituiti da un approccio positivo e propositivo che non può che far bene alla ricerca e all’innovazione.