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Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: a che punto siamo?

da | Mag 6, 2019 | Healthcare

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è un programma di azione per le persone, il pianeta e la prosperità. Sottoscritto nel settembre 2015 dai 193 Paesi membri dell’ONU, si compone di 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) che vanno a formare un unico, grande piano di azione che persegue un totale di 169 target o traguardi. L’avvio ufficiale ha coinciso con l’inizio del 2016, dando così ai Paesi sottoscrittori ben 15 anni per adeguare le proprie politiche. Gli Obiettivi per lo Sviluppo seguono le indicazioni degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che li hanno preceduti e pongono traguardi comuni: dalla lotta alla povertà all’eliminazione della fame, passando per la lotta al cambiamento climatico, l’uguaglianza di genere e l’accesso all’acqua, all’energia e alle cure sanitarie. Utilizzare l’espressione ‘obiettivi comuni’ fa sì che sia chiaro fin da subito che essi riguardano tutti gli individui e tutti i Paesi: nessuno è escluso né verrà lasciato indietro. Dal punto di vista imprenditoriale, l’Agenda 2030 è un imperativo per tutti: i business legati allo sviluppo sostenibile sono la nuova frontiera su cui le imprese europee fronteggeranno le concorrenti cinesi e statunitensi, nell’ottica di accrescere la propria competitività. Secondo il rapporto 2018 della Global commission on the economy and climate, se fosse messa in atto la transizione energetica auspicata nel SDGs, si creerebbero 65 milioni di nuovi posti di lavoro, le città e la mobilità cambierebbero radicalmente in ottica green e l’intelligenza artificiale aumenterebbe la produttività in ogni settore, dalla sanità all’agricoltura. L’Agenda 2030 potrebbe costituire quindi un vero e proprio contratto sociale del XXI secolo, diventando sinonimo di inclusività e sinergia tra imprenditoria, sindacati e società civile. A che punto siamo in Italia? Nel nostro Paese, l’attenzione è posta sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e da strumenti finanziari innovativi (blendedfinance, fintech…), nonché sul miglioramento delle connessioni tra investimenti, commercio e politiche di sviluppo socio-economiche e ambientali. L’Italia inoltre è uno dei primi Paesi europei e del G7 ad aver implementato 12 indicatori correlati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in base al concetto di Benessere Equo e Sostenibile nella propria pianificazione finanziaria. Nell’ottica di un maggior coinvolgimento del settore privato e della facilitazione dell’accesso al mercato dell’imprenditoria femminile e delle micro, piccole e medie imprese, si terrà a Roma dal 15 al 17 maggio Exco2019, la prima Fiera della cooperazione internazionale. Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, l’Italia è in prima linea nell’attuazione degli Accordi di Parigi e in tutti gli appuntamenti internazionali che riguardano il rilancio delle azioni sul clima, con programmi a livello nazionale – come l’introduzione dell’educazione ambientale nelle scuole e l’abolizione della plastica monouso entro il 2020 – e progetti a livello internazionale – come il partenariato con i Paesi insulari in via di sviluppo del Pacifico e dei Caraibi e del continente africano in materia di mitigazione dell’impatto del cambiamento climatico, resilienza e prevenzione. Mettere in pratica l’Agenda 2030 è l’unica strategia di uguaglianza capace di arginare le paure presenti e future e salvare il nostro pianeta. Lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli. La strada da percorrere è lunga, ma i primi importanti passi sono stati compiuti.